Le coppie più diffuse nel lesbico mondo: ex che tornano, gravidanze simultanee, rapporti che si recuperano e tanto ammmore

Ecco una nuova galleria, quella delle coppie, che è sicuramente incompleta e verrà implementata col tempo.

 In verità le coppie lesbiche che ho conosciuto si dividono principalmente in due tipi:

1) La coppia granitica che fa quasi tutto insieme e rimane insieme per migliaia di anni (certe volte ben oltre la durata effettiva del rapporto sentimentale).

2) La coppia da dramma. Lei ama lei, ma c’è un’altra lei o una ex o un tradimento o il lavoro o l’ambizione o vai a capire che.

 Poi ovvio, ogni relazione è a sé e ci sono tante sfumature, come si vede anche nella mia piccola carrellata, che, converrete, a parte ovvie differenze (difficilmente in una coppia etero si può essere incinti contemporaneamente), alla fine presenta dinamiche simili a quelle delle coppie di qualsiasi orientamento sessuale nel mondo.

Perciò ecco per voi “Coppie diffuse nel lesbico mondo”!

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Piccoli episodi di convivenza: il gusto nel vestire, le calze, i troppi toni del verde e la neve.

 Il fumetto articolato di cui sotto fa parte di una serie che avevo fatto a visione esclusiva mia e della mia fidanzata nei primi tempi in cui mi ero trasferita dal centro al nord.

 Era tecnicamente l’inizio di una convivenza, ma vuoi che eravamo giovani, vuoi che eravamo rincoglionite, soprattutto i primi tempi non la vivevamo così e ciò ha probabilmente evitato che avessimo ansie di qualsiasi tipo (sostanzialmente le temute litigate da inizio convivenza ce le siamo evitate causa svagatezza).

 Comunque, le ho ritrovate e ho deciso di ridisegnarle sistemandole un po’.

 Alla fine raccontano quei mini episodi di vita vissuta in cui tutte le coppie incorrono. Come spesso capita ci si completa e ciò che manca a una ce l’ha l’altra. In questo caso il gusto nel vestire è stato dato in dotazione alla dolce metà.

 Non che io mi vesta di iuta o da boscaiola, semplicemente faccio fatica a coordinare i capi d’abbigliamento e poiché a lavoro è meglio che ci vada in abiti comodi, alla fine non ho mai vissuto il dramma del: ma come ti vesti? (O meglio, l’ho vissuto, ma al liceo quando tutti rompevano le ovaie per qualsiasi idiozia).

 Col tempo mi ha insegnato a vestirmi un filino meglio, ma ho anche dei limiti oggettivi. Lo scorso inverno 5 cm di tacco mi hanno bloccato il collo per tre giorni -.-“

 Forza e coraggio, ecco per voi: “Le calze”! 

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