Avanzatissime tecniche di rimorchio: “L’intellettuale praghese”!

Ed ecco che come al solito dopo troppo tempo appare un fumetto.

 In verità ho iniziato a disegnare una specie di telenovelas, ispirata da “Il segreto”, ma non so se vedrà la luce alla fine (troppa gente potrebbe sentirsi tirata in causa e farmi causa). Quindi godetevi questa discussione comunque realmente avvenuta che ieri ho steso mentre vedevo l’intera seconda stagione di LSB, bellissima web series romana, davvero davvero scritta bene (la cui unica pecca, forse, è che sono tutte o quasi iperfemminili mentre di chapstick neanche l’ombra…).

In ogni caso ve la straconsiglio, diventa una droga e come me finirete per implorare l’arrivo della terza serie!

 Vabbeh, ecco tutto per voi “L’intellettuale praghese”!

img405 img404 img406

Non è tutto glitter quello che luccica. Ma davvero i gay e le lesbiche si conoscono solo nei locali o è uno stupido pregiudizio? Un fumetto per far luce su questo insondabile mistero.

In questa sonnolenta prima domenica di gennaio, mi è venuto in mente un fumetto per smontare uno dei più classici pregiudizi che si hanno sulla comunità Lgbt: il fatto che essi si conoscano solo nei locali dove vanno costantemente e impellentemente a ballare.

 Non che ci sia qualcosa di male, per carità, a molti piace ballare anche spesso e persino io mi diverto ad andarci saltuariamente per scaricare magari un po’ di tensione. 

 Tuttavia, diventa un problema nel momento in cui, qualsiasi giornale o reportage tv, per rappresentare il mondo gayo non trova niente di meglio che piazzare delle foto o delle immagini di gente discinta che balla in pose ardimentose, come se i gay e le lesbiche impiegassero esclusivamente il proprio tempo a ballare sul cubo.

 Ripeto, nulla di male nel danzare, ma:

1) Lo fanno pure gli etero. Ballano ormai la stessa musica e si vestono ormai praticamente allo stesso modo (e ormai vanno pure negli stessi locali).

2) I gay e le lesbiche oltre che ballare hanno una vita, quindi si possono avvistare e documentare anche nella loro vita diurna, quando lavorano, mangiano e vedono amici, come tutti, cosa molto consigliabile se il servizio che passa al tg parla di diritti o omofobia (cose in cui un cubista in tanga che balla Lady Gaga c’entra fino ad un certo punto).

3) Molti gay e lesbiche che si sono appena scoperti tali o che vivono lontano dalle grandi città, arrivano a pensare che o vai nei locali o la conoscenza di altri simili è preclusa, condannandoli ad una vita di solitudine nel caso non piaccia andare a danzare ogni venerdì sera.

 Tutto ciò, mi ha indotto a disegnare le mie peripezie al riguardo, di cui oggi vi lascio le prime due tavole nella speranza di aiutare il gayo ragazzino della provincia di Pescara che pensa che non conoscerà mai nessuno o l’eventuale sciura perbenista che cercando GialloZafferano passa di qui e inorridisce alle parole “tanga-gay-locali”. Non è tutto glitter quello che luccica.

 Ora smetto di rompere e a voi il fumetto!

img340 img341