Il Gayradar, questo misterioso dispositivo naturale, esiste o no? Un fumetto di vecchiaia e settamenti.

  Il Gayradar, questo misterioso dispositivo naturale interno che permetterebbe alla popolazione gaya di riconoscersi nella massa (che insomma, checché se ne dica siamo identici al resto della popolazione) esiste o è una leggenda metropolitana?

 Diciamo che metà e metà. Ossia, non esiste nessun potere paranormale che consente ai gay di avvertire la presenza di un proprio simile in una stanza, stile medium coi fantasmi, ma con gli anni si affina una certa sensibilità nell’avvertire dei segnali. Poiché si tratta solo di prestare più affidamento alla propria intuizione, in realtà il famoso gayradar possono svilupparlo tutti, anche gli etero, solo che usualmente non lo fanno perché ne hanno meno bisogno.

 Ovviamente poiché non tutte le persone sono portate alla perspicacia, l’intuizione o l’empatia verso il prossimo, esistono gay e lesbiche con un gayradar che fa schifo (e al contrario etero infallibili).

 Ovviamente, poiché il mondo è vario, esiste sempre una percentuale di errore. Grande campo di battaglia per vedere chi lo possiede migliore, è il tentativo disperato di intuire l’orientamento sessuale dei personaggi famosi, soprattutto italiani. Visto che statisticamente non è possibile che solo Tiziano Ferro sia dei nostri, di certi qualcuno ci sta mentendo e ingegnarsi nel comprendere chi, rimane uno dei passatempi favoriti nei momenti di caxxeggio generale.

 Il fumetto di cui sotto è realmente avvenuto. Sorella minore malvagia comunque, sappi che non sono ancora così vecchia!

 “Il Gayradar” tutto per voi!

(E voi, lettori etero, bisex, gay e lesbiche, pensate di averlo o no??

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La scala Kinsey ad uso del popolo lesbico. Dall’etero negazionista alla lesbica dura e pura, passando per la bisex che ama le anime più dei corpi.

 Qualche sera fa, io ed alcune mie amiche dovevamo fare una cosa seria che poi è degenerata a causa del troppo limoncello (e poi della crema di limoncello e poi del rum e poi del vino e poi della birra, vabbeh).

 Da quella sera è uscita l’idea della scala Kinsey ad uso della popolazione lesbica. Sapete cos’è la scala Kinsey no? Io l’ho scoperta principalmente dopo il film che ne fecero non molti anni fa (grazioso, un po’ didascalico, ma lo consiglio).

Per chi non lo sapesse si tratta di una scala che da 0 a 6 classifica le diverse variazioni di orientamento sessuale che un essere umano può possedere naturalmente.

 Lo 0 perfetto corrisponde all’eterosessuale senza tentennamenti mentre il 6 è l’omosessuale senza tentennamenti. In mezzo c’è la bisessualità e la tendenza maggiore (ma non esclusiva) verso l’uno o l’altro orientamento.

Scusate la pessima spiegazione, sono stanca morta. I disegni di cui sotto parleranno per me.

 “La scala Kinsey ad uso del popolo lesbico” tutta per voi!

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Ps. Lo so “le lesbiche inseparabili” fanno più parte di una specie di galleria di tipologie di lesbica che farò in futuro. Scusate, m’è presa la mano…