Mettere o non mettere i manifesti? Questo è il problema.

 Poiché il record di velocità del pettegolezzo al mondo deve essere indubbiamente in mano ad una comunità lesbica, quando una dei membri del gruppo inizia una nuova relazione, se non vuole immediatamente farlo sapere, deve praticamente ritirarsi a vita monacale, spegnere ogni mezzo di comunicazione e fare voto di silenzio.

 Poiché si tratta di attività in contrasto palese con la vita attiva, finisce che l’unica domanda da porsi è: come comunicare tale avvenimento (dal semplice bacio alla vaga occhiata di interessamento) al resto della popolazione?

 Dubbi esplicitati nella vignetta di oggi.

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ll telefono senza fili. Il pettegolezzo, quella grande usanza che esplode negli ecosistemi lesbici con circostanze drammatiche.

Il pettegolezzo, questo collante sociale proprio di ogni epoca e luogo geografico è sempre stato considerato prerogativa femminile. Che ci siano ragioni storiche, neuroscientifiche, psicologiche e chissà che altro, esso trova la sua naturale implosione in quei contesti dove tante donne sono costrette a coabitare e frequentarsi.

 Non può perciò certo mancare in una compagnia lesbica che si rispetti. Di cui sotto un esempio di quanto può accadere in poche rapide mosse e in neanche una giornata.

 “Il telefono senza fili”, rispecchiatevi e testimoniate le vessazioni di cui siete state vittime! 😉

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“Romantici incontri. Parte seconda” + aspirazioni + Alison Bechdel

 Ed ecco la seconda parte di “Romantici incontri. Parte seconda” su cui non è che ci sia molto da aggiungere.

 Mi preme solo dire che oltre me rivedrete la coppietta protagonista perché, se il mio pessimo disegno mi assiste, mi piacerebbe avere dei personaggi fissi (esattamente come sono fisse le stesse persone nella mia vita).

 Sarebbe meraviglioso riuscire a fare un milionesimo di quel che fa la meravigliosa Alison Bechdel (che pongo come modello supremo). Se non sapete chi è (prima dello scorso martedì davo per scontato lo sapessero tutte le lesbiche della terra) vi auguro un momento di vergogna e di andare sul suo dykestowatchoutfor.com.

Possibilmente andateci dopo aver letto la mia vignetta e non prima, altrimenti vi chiederete perché mi state leggendo invece di mettervi a cercare in ogni dove i suoi libri.
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Il principe di tutti gli agglomerati lesbici: il pettegolezzo. Il fatidico “Come vi siete conosciute”, in “Romantici incontri. Parte prima”!

 C’è un elemento principe in tutti gli agglomerati lesbici che si rispettino: il pettegolezzo.

 Voi mettete insieme delle donne che stanno con donne, con amiche donne, ex donne (qualche volta anche ex uomini, ma principalmente donne), interessate ad altre papabili donne immerse a loro volta in un circolo di altre donne, e avrete una specie di tendenza al pettegolezzo alla milionesima.

  Gli sceneggiatori dell’allora “L word” ebbero gioco molto facile a intessere storie di ogni tipo e tutte assolutamente credibili nonostante potessero sembrare incredibili (la cosa più incredibile di quel telefilm erano i lavori stratosferici di tutte le protagoniste che coprivano una gamma di possibilità che andava dalla produttrice cinematografica alla direttrice di una fantagalleria d’arte contemporanea, ce fosse una stata una con la tendenza da fruttivendola). 

 In nome di questa sete di sapere i cavoli altrui, quando ci si imbatte in qualche nuova coppia lesbica, non può mai mancare il momento del “Come vi siete conosciute?”, la cui narrazione avviene in genere in termini più romantici di quanto non avvenga quando si pone tale domanda ad una coppia etero media. 

 Ebbene, i tempi stanno cambiando anche su questo fronte.

 Ecco la prima parte di “Romantici incontri” (domani o dopodomani la seconda), le nuove frontiere della narrazione romantica.
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